CAMPO SCUOLA 2009 - AGD Lecco - onlus
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CAMPO SCUOLA 2009

UN DOVEROSO..............GRAZIE!!!!!!!!!!!

 Alla ROCHE DIAGNOSTIC per il concreto ed importante contributo dato alla realizzazione "economica" di  questo nostro progetto; è sempre bello ed importante avere un partner autorevole che ci accompagna.......

TUTTI AL MARE!!!!!!!

IN COLLABORAZIONE CON:
 

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NEL PERIODO DAL 19 LUGLIO AL 26 LUGLIO 2009 
SI E' SVOLTO A MARZOCCA DI SENIGALLIA, NELLE MARCHE
IL CAMPO ESTIVO AGDLECCO ONLUS

ABBIAMO IL PIACERE DI PRESENTARVI............
 

AL MARE NELLE MARCHE
Marzocca di Senigallia (AN)
                                                                                                                                                                                                                                                       

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LA NOSTRA ASSOCIAZIONE RINGRAZIA TUTTI COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO MAGNIFICO EVENTO E DA L'APPUNTAMENTO AL PROSSIMO ANNO, AL CAMPUS 2010 AGDLECCO ONLUS.......
CIAOOOOOO



Per colpa dello stress?

Molte persone vedono un legame tra l'insorgere del diabete e una fase particolarmente difficile della loro vita. È solo una coincidenza? Non esattamente, ma non si può nemmeno dire che lo stress sia la causa del diabete di tipo 1.


Barbara Brunato diabetologa presso l’ambulatorio di diabetologia di Gorizia e Monfalcone si è laureata e specializzata a Verona.
Da molti anni dottoressa, volevo chiederle una cosa, posso?
Certamente Michela, dimmi…

Spesso, mi chiedo come mi è venuto il diabete. Lei sa che nessuno in famiglia ha avuto questo e nemmeno l’altro tipo di diabete. Invece ricordo che cinque anni fa quando è arrivato era davvero un brutto periodo: a scuola andavo male e lottavo per non essere bocciata, il ragazzo con cui stavo mi aveva lasciato e anche in casa si litigava spesso. E proprio in quel momento è arrivato il diabete...
Capisco che è difficile crederlo Michela, ma in un certo senso è stato proprio un ‘caso’. Vedi il diabete di tipo 2 quello più frequente negli anziani ha delle cause ben precise: il sovrappeso ad esempio. Il diabete di tipo 1 invece o il risultato di una serie di fattori, genetici, immunologici e ambientali.

Si spieghi meglio, per me è molto importante. So che non ha a che fare con la cura ma voglio capire…
Allora: la prima condizione è che sia presente una predisposizione genetica alla malattia. Questo non significa necessariamente che qualche parente deve aver avuto il diabete. La stragrande maggioranza dei casi di diabete di tipo 1 avvengono in famiglie dove il diabete di tipo 1 non si è manifestato. C’è però una predisposizione genetica. Tu sai cosa sono le betacellule, non è vero? Ebbene chi ha questa predisposizione alla nascita dispone di una normale quantità di cellule beta, ma inizia a perderle in seguito a un processo di distruzione su base infiammatoria chiamato insulite. L’infiammazione ‘cambia faccia’ alle cellule beta che non vengono più riconosciute dal sistema immunitario il quale le attacca come se fossero ‘qualcosa di estraneo’ e le distrugge. La comparsa del diabete mellito tipo 1 è quindi la conseguenza di una progressiva distruzione delle cellule beta a causa di un processo autoimmune.

E quindi lo stress non c’entra nulla? Dottoressa ma non può essere un caso. Altre donne con le quali ho parlato qui in ambulatorio mi hanno detto che anche a loro è successo qualcosa del genere: il diabete è arrivato dopo una malattia, un lutto, un periodi di intensa fatica…
Lo stress psicologico (o fisico) può essere la goccia che fa traboccare il vaso. Il processo di distruzione delle betacellule non è istantaneo, può durare molte settimane o mesi, anche di più. All’inizio però non dà sintomi perché la glicemia rimane in equilibrio o è poco alterata. Ci sono dei sintomi solo quando l’80% delle betacellule viene distrutto. In questa fase la glicemia è alterata ma non tanto da dare sintomi. A questo punto sì, che un evento stressante come una malattia, un periodo di fatica o un dispiacere, oppure eventi naturali come la pubertà favoriscono il passaggio da una condizione di 'fragile' controllo della glicemia a una condizione di diabete vero e proprio e questo è dovuto al fatto che questi eventi 'stressanti' sono associati fisiologicamente a un aumento del fabbisogno insulinico che però in questo caso l’organismo non è in grado di soddisfare.
È da molti anni che i medici e i pazienti diabetici hanno notato che l’esordio del diabete mellito può essere preceduto - ma non necessariamente - da un evento stressante significativo. Anche io ho notato la stretta correlazione tra eventi emotivamente importanti, o malattie intercorse, e l’insorgenza di poco successiva del diabete. Lo stress può sia precipitare l’esordio della malattia sia compromettere il controllo glicemico in un diabete già conclamato.

Quindi anche l’ansia il dolore o l’agitazione possono alzare le glicemie?
Certamente sì. Il sistema nervoso gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo dei carboidrati. Gli stimoli stressanti possono attivare diverse risposte neuroendocrine con il rilascio in circolo dei così detti 'ormoni dello stress' che elevano la glicemia in due modi: da una parte inibiscono il rilascio di insulina dall’altra favoriscono il rilascio del glucagone (ormone antagonista dell’insulina secreto dalle cellule alfa-pancreatiche) il quale stimola la produzione di glucosio nel fegato. Adrenalina, cortisolo e perfino il GH o ormone della crescita e la beta-endorfina hanno l’effetto di alzare le glicemie. Attenzione però: non è possibile che lo stress causi il diabete.

Ah! Quindi anche ora devo stare attenta.
Certo, lo stress è uno dei fattori che possono compromettere temporaneamente l’equilibrio glicemico.
Come ti ho detto durante malattie o stress intensi, psichici o fisici, il rilascio degli ormoni dello stress determina in definitiva una riduzione della sensibilità all’insulina con conseguente rialzo delle glicemie e un aumento del fabbisogno insulinico. Gli stress acuti come per interventi chirurgici, infezioni che si accompagnano a febbre elevata possono richiedere di raddoppiare e anche di triplicare il fabbisogno insulinico, sia per quanto riguarda il fabbisogno basale sia per quanto riguarda il fabbisogno in rapporto ai pasti. Anche le malattie croniche, il ciclo mestruale ecc. si accompagnano generalmente ad un aumento del fabbisogno insulinico basale. Condizioni di stress di breve durata come le infezioni virali acute e di lieve intensità (es. raffreddore) hanno generalmente un impatto minore sulla glicemia e sull’aumento del fabbisogno insulinico.

Michela, 20 anni

E cosa devo fare in questi casi?
Devi aumentare la frequenza dell’autocontrollo glicemico, idratarti correttamente ed eventualmente controllare i chetoni ematici o urinari. E devi aumentare le dosi di insulina.

Ma se lo stress ha una causa psicologica, non conviene cercare di dissolverlo, per esempio facendo una corsa o una nuotata, o una partita a tennis?
Non proprio. Si tratta di attività salutari ma sconsigliate in caso severo scompenso glicemico con glicemie superiori a 250 mg/dl, in quanto l’iperglicemia che si instaura è dovuta a una carenza di insulina e quindi anche l’incremento dell’utilizzazione del glucosio da parte del muscolo come avviene normalmente durante l’attività fisica non è possibile in assenza dell’effetto permissivo dell’insulina. Tra l’altro durante l’esercizio fisico aumenta la secrezione degli ormoni controregolatori quelli che abbiamo citato prima (cortisolo, glucagone, adrenalina ecc.) che portano a un aumento della glicemia. Quindi lo sport va bene ma… per prevenire lo stress e i suoi effetti non per combatterli.

 

 

Ultima modifica: 16/07/2009

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