Progetto "Psicologo" - AGD Lecco - onlus

Progetto Psicologo

"Una vita nella casa di marzapane" - Gruppi di incontro genitori e diabete

CLICCA QUI e scarica la relazione finale e completa del percorso di incontri di un gruppo di nostri genitori con le Psicologhe, organizzato e sviluppatosi nel corso del 2009 grazie al contributo della nostra associazione. 

Le nostre Psicologhe si sono ampiamente rifatte al " loro più illustre collega Dott. Stefano Paolo Fratini" che ne "I MODI DEL FARE (Esperienze del lavoro terapeutico) - Gruppo di incontro e diabete melito di tipo 1: risultati di un'esperienza" riassume molto bene  appunto un'esperienza come quella vissuta dal gruppo dei nostri genitori AgdLecco.



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Di seguito Vi proponiamo l'interessante relazione programmatica con la quale la Dottoressa Rigamonti ha presentato al consiglio direttivo della nostra associazione ed ai nostri medici  il suo progetto di lavoro, volto a soddisfare la manifesta esigenza di assistenza specializzata nell'individuare e per quanto possibile risolvere tutte le problematiche di natura psicologica collegate alla condizione del diabete giovanile, sia per quanto riguarda i ragazzi che i genitori.





Percorsi di sostegno di gruppo per pazienti diabetici in età evolutiva.

 

Premessa: Il gruppo
 

Diverse sono le esperienze gruppali che attraversano la nostra vita, pensiamo alla nostra famiglia, alla scuola, al gruppo di amici, ai colleghi sul lavoro, al gruppo vacanze, ai gruppi sportivi etc… Durante l'infanzia il gruppo dei coetanei funziona da stimolo per la crescita, da sostegno, ed è una prima alternativa al gruppo familiare. Durante l'adolescenza i gruppi di coetanei hanno funzioni conoscitive, di esplorazione, di conoscenza del proprio ruolo e delle proprie competenze: il maschile, il femminile, il relazionale, l'altro, il partner, i divertimenti, la trasgressione, gli hobbies, lo sport, ect… In sostanza le domande che circolano nei gruppi in questo periodo, ma anche in seguito, sono: chi sono? cosa voglio? dove stiamo andando?

Domande che fanno del gruppo un ambito di ricerca e sperimentazione, aspetti fondamentale nella crescita.

I fenomeni emotivi, vivi e sperimentabili nella realtà gruppale, permettono l’apprendimento non solo cognitivo, ma anche emotivo e relazionale. Il gruppo infatti consente di "fare esperienza" in maniera diretta ed immediata di ciò che si va apprendendo ed elaborando.

 

I percorsi di gruppo che si vogliono proporre intendono essere una risorsa per accompagnare un programma di cambiamento, e quindi miglioramento, del rapporto che i bambini e i ragazzi hanno con la malattia. L’idea è che questi percorsi possano sostenere un processo di cambiamento qualitativo che favorisca il benessere.

 

 

Percorso di gruppo per pazienti diabetici in età evolutiva (adolescenti e bambini)

Una malattia cronica come il diabete comporta il confronto con problematiche quali la morte, l’integrità fisica e narcisistica, intesa come possibilità di investire emotivamente rispetto ad un corpo sentito improvvisamente come debole, imperfetto e "difettoso".

Per capire la complessità dell’impatto psicologico di una malatia come il diabete si può provare a rappresentarla lungo tre ipotetiche assi: somatica, psicologica e sociale, dove la soggettività della persona riamane il punto di raccordo.

La malattia cronica può quindi determinare una ferita narcisistica che comporti sentimenti di mancanza, colpa punizione e vergogna del proprio corpo sentito come difettoso. Questi aspetti assumono un’ importanza particolare nel caso in cui il malato sia un bambino o un adolescente e possono giungere ad alterare uno sviluppo narcisistico normale. L'inizio della terapia insulinica rappresenta per molti giovani pazienti diabetici uno dei momenti più delicati della loro vita: perchè li porta ad una nuova realtà in cui possono viversi come danneggiati dall'interno del proprio corpo. Questi vissuti favoriscono un deterioramento del senso di sè e dell’investimento positivo sul proprio corpo. Inoltre, per questi giovani, si apre una prospettiva di schiavitù interminabile dalle siringhe, dai controlli glicemici estemporanei e dalla verifica esasperante dello stato di benessere-malessere in rapporto alle assunzioni di cibo, alle abitudini di vita, agli accadimenti esistenziali.

Per i giovani pazienti non è facile accettare la propria malattia inoltre un ruolo non indifferente lo giocano alcuni fattori psicodinamici quali i delicati intrecci tra voracità e frustrazione orale, trasgressione alimentare e senso di colpa, tra bisogni di dipendenza e bisogni di indipendenza.

Considerando questi fattori, oltre che altri elementi individuali, legati al mondo esperienziale del paziente, diviene prioritario per il paziente diabetico il bisogno di comunicare, di ricevere sostegno, di attenuare i sentimenti di diversità. Un percorso di gruppo può essere una risposta specifica a queste bisogni. Il gruppo infatti permette di sviluppare con lo psicoterapeuta e gli altri partecipanti al gruppo quella costanza di relazione d'oggetto e quel supporto psicoemotivo che possono consentire il recupero della speranza e una maggiore fiducia in se stessi e nella vita.

 

I percorsi proposti consentono di confrontarsi in gruppo su tematiche emotive, relazionali, nutrizionali legate alla condizione di malati di diabete, ma anche in relazione alla particolare fase di crescita che si sta vivendo.

Secondo gli studi sulle dinamiche di gruppo, le relazioni gruppali fra pari rivestono funzioni essenziali per la crescita sociale, cognitiva e affettiva dell’individuo. E’ proprio nel gruppo che l’individuo in fase di crescita spontaneamente "si cerca" e "si rispecchia"; in esso trova, oltre a una possibilità di confronto, i modelli a cui ispirarsi, nuovi legami affettivi e l’eventualità di sperimentarsi sul piano della relazione con l’altro. Infatti, il gruppo consente di "fare esperienza" in maniera diretta e immediata e potrebbe diventare luogo privilegiato di scoperte ed elaborazioni di vissuti ed emozioni. Una vasta letteratura attesta le potenzialtà terapeutiche del setting-gruppale in età evolutiva, sottolineandone l’idoneità a fornire un contenimento e a permettere l’elaborazione di emozioni e fantasie suscitate da una diagnosi di patologia cronica. La partecipazione ad un persorso psicologico di gruppo permetterebbe, quindi, ai partecipanti di sviluppare un senso di appartenenza, favorendo il rispecchiamento reciproco, il ricostituirsi di un imagine positiva di sé, il miglioramento dell’ autostima e l’elaborazione della depressione.

 

 


Percorso di sostegno psicologico genitori
 

Nell’ esperienza clinica e di formazione, ci si sente rivolgere frequentemente da parte di genitori, domande specifiche inerenti comportamenti più efficienti da mettere in atto con i propri figli. Tale necessità diviene emotivamente più pressante nel momento in cui ci si confronta con una sofferenza o un disagio del figlio.

Le difficoltà del relazionarsi ai figli, inducono in molti genitori, uno stato di ansia che si traduce appunto nella richiesta agli "esperti" di una soluzione ben precisa e definita.

Tale soluzione, se pure fosse reperibile, non sarebbe risolutiva dal momento che è la fluidità della relazione genitore/figlio il nucleo fondamentale.

Per questo motivo, ciò che si ritiene utile offrire ai genitori non è una soluzione magica o un pacchetto di risposte "ad hoc", ma una "esperienza". Il percorso che si propone ha lo scopo di promuovere nei genitori l’autofiducia e la creatività, accanto al senso di autonomia e di responsabilità.

Grazie alle dimensioni ridotte del gruppo, i genitori potranno sperimentare una partecipazione emotiva più profonda che, oltre al confronto, permetterà l’esperienza di riconoscersi nelle situazioni relazionali di crisi eventualmente presentate, in un contesto di aiuto e supporto reciproco.

Gli obiettivi del percorso sono i seguenti:

     

  • Promuovere un clima di sicurezza, fiducia e accettazione reciproca tale da favorire la libertà di espressione ed una partecipazione emotiva.

     

     

  • Favorire un atteggiamento di ascolto che rappresenta il presupposto per uno scambio autentico.

     

     

  • Ampliare la consapevolezza sul proprio modo di porsi e di gestire i rapporti interpersonali, in particolare con il partner e i figli.

     

     

  • Valorizzare e potenziare le risorse sia dei singoli individui che del gruppo stesso.

     

     

  • Incentivare lo sviluppo di nuovi atteggiamenti, concetti, costrutti, modalità di relazione.

     

I temi che verranno affrontati nei singoli incontri saranno proposti di volta in volta dai partecipanti e saranno relativi alla relazione con i figli e la malattia.

 

Dott.ssa Raffaella Rigamonti.